Chiedere aiuto significa avere coraggio

Cercare un sostegno è segno di grande forza e consapevolezza

Chiedere un aiuto significhi coraggio e consapevolezza di sé stessi. Nonostante questa certezza, per molti diventa molto difficile e pesante farlo.

La società in cui ci muoviamo è basata su alti livelli di competizione e su un continuo scambio di favori finalizzati  a possedere e ottenere sempre qualcosa di più. La tendenza culturale che continua a crescere soprattutto in occidente è quella di un modello di indipendenza totale da chiunque e di perfezionismo . Un modello che ha fatto in modo da illuderci di poter contare solo su sé stessi per arrivare ovunque. Di conseguenza, mostrare di avere bisogno dell’aiuto di qualcuno, significa essere deboli. Potremmo discutere su quanto tutto ciò dipenda da una società sempre più narcisistica ed egoista, ma non è mia intenzione scrivere di ciò in questo post, mirato a risolvere la falsa convinzione di essere deboli se si chiede un sostegno.

Riflettiamo su un elemento imprescindibile. Spesso ci aspettiamo dagli altri ciò che faremmo noi nei loro panni.

Iniziamo a chiederci prendendoci tutto il tempo necessario,  se siamo convinti che “nessuno fa niente per niente”.  Chiediamoci prima di tutto e con assoluta sincerità nei nostri stessi riguardi se quando offriamo il nostro aiuto ad una persona, lo facciamo perché ci aspettiamo di ottenere qualcosa in cambio. Partendo dal riconoscere quelle caratteristiche che ci appartengono, possiamo passare ai passi successivi.

Per prenderci cura di noi stessi, è indispensabile aver appreso profondamente le nostre capacità e i nostri confini. Queste sono le basi. Nessuno di noi può bastare a sé stesso, senza confrontarsi con ciò che ci circonda. La natura umana (ma anche della stragrande maggioranza del resto della natura stessa) è fondata sulla reciprocità e quindi sulla cooperazione. Non ci sono alternative che non vadano esclusivamente verso il totale isolamento.  Il risultato spesso raggiunto da queste strade diverse è quello di fare le vittime, di convincersi di essere totalmente soli e di imprigionarsi in una opprimente diffidenza.

Comprendere di aver bisogno di qualcosa o di qualcuno e chiedere aiuto significa coraggio e grande voglia di mettersi in gioco. Vuol dire riconoscere a sé stessi e agli altri delle qualità e dei limiti che possono essere messi insieme per superare dei momenti difficili e raggiungere degli obiettivi che vedremo come incredibili.

Per rompere il meccanismo che ci ha abituati a modelli auto-referenziali, egoistici, estremamente competitivi, servirà provare ad avere fiducia.

Chiedere aiuto vuol dire fidarsi di qualcuno e liberarsi dai pregiudizi che riguardano il sentirsi inferiori o superiori alle altre persone per comprendere interiormente che ciascuno di noi ha bisogno di reciprocità. È un modo unico per tornare ad “essere umani” e superare diffidenze il più delle volte inutili e logoranti. Parlo di un grande momento di sincerità verso sé stessi e verso gli altri.  Fallimento e inferiorità non hanno nulla a che vedere con tutto ciò, perché le difficoltà spesso rappresentano opportunità nuove.

Scrivevo all’inizio di questo post che siamo immersi in una cultura fortemente competitiva e individualista. Spesso chi ha chiesto aiuto in momenti di bisogno non lo ha ricevuto o si è sentito usato per secondi fini ed in debito con gli altri. La mancanza di sentimenti e affetti fa crescere cinismo e diffidenza.

Il grande salto per il cambiamento è chiedere aiuto nonostante il cammino sia tortuoso

Sapere di poter fare i conti con questi aspetti spiacevoli e duri da affrontare, può servirci a capire quanto sia davvero un gesto di coraggio chiedere il sostegno di cui abbiamo bisogno.C’è chi è disposto ad aiutare senza “fregature”. È quindi fondamentale cercare di imparare a capire su chi si può contare davvero, per alimentare il nostro senso di fiducia. All’ingranaggio del continuo scambio, del “do ut des”, possiamo rispondere con l’attenzione reciproca, l’empatia e sentimenti di affetto e generosità gratuiti.

Francesco Fàngani Psicologo e Psicoterapeuta

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